Chiesa della Madonna della Maestà

Descrizione

La chiesa chiamata anche S. Maria del Massaccio di aspetto modesto, con porta rinascimentale. La cappella incorpora un’antica edicola ricavata sui resti di un manufatto romano. Fu edificata in riconoscenza alla Vergine per aver liberato dalla peste.

La chiesa di S.Maria del Massaccio, o chiesa della Maestà, è dal punto di vista pittorico il gioiello più notevole di Urbisaglia. Il nome di Maestà le deriva dall’omonima denominazione che designa le edicole sacre poste vicino alle strade. In questo caso l’edicola fu ricavata su un rudere romano, forse un imponente monumento funerario, ancora ben visibile all’esterno. Secondo la tradizione in questo luogo, nell’anno 1429, apparve la Madonna : in cambio della costruzione di una chiesa in suo onore ella promise la liberazione dalla peste che imperversava in quel tempo ad Urbisaglia. All’interno della chiesa le figure ricorrenti negli affreschi ed i numerosi ex voto sembrano avvalorare l’ipotesi che la costruzione della chiesa sia legata ed una epidemia di peste. La quasi totalità degli affreschi infatti furono realizzati per grazia ricevuta e per invocare l’intercessione dei Santi protettori dalla peste (Santi Sebastiano e Rocco).

Le immagini, che furono fatte dipingere a scopo devozionale, ripetono gli stessi temi e gli stessi schemi iconografici, mettendo in evidenza la firma del committente piuttosto che quella dell’autore (sono firmati dall’autore soltanto il San Sebastiano dipinto di fianco alla Vergine all’interno dell’abside e la Sacra Conversazione sulla parete Nord).

Parete Sud: - Gruppo di tredici ex voto. Dipinti sugli spazi rimasti liberi nelle pareti, seguono uno schema fisso: la Vergine con il Bambino assistono da una nube coloro che li invocano; - Crocifissione. I personaggi ai piedi della croce recano ciascuno uno strumento del martirio (chiodi, lancia, canna con spugna e tenaglie); - Pietà attribuita a Stefano Folchetti di San Ginesio; - Affresco quasi completamente illeggibile, riporta in basso piccoli devoti in preghiera che richiamano l’iconografia della Madonna della Misericordia; - Madonna con Bambino e Sant’Anna; - Madonna del Soccorso con San Nicola da Tolentino. La scena è legata alla novellistica medievale: la mamma promette il figlio particolarmente vivace al diavolo, ma quando questi viene a prenderlo, ella invoca la Madonna per non consegnarlo. Questo affresco ritrae la Madonna in atto di cacciare il diavolo con un bastone, la madre inginocchiata che invoca soccorso ed il bambino spaventato. La perdita di colore della figura del diavolo non appare casuale, piuttosto sembra indicare una precisa volontà di cancellarlo; - Madonna con Bambino e i Santi Rocco e Sebastiano. Questo affresco, come rivela l’iscrizione ai piedi della Vergine, fu commissionato da due persone: uno fece dipingere la Madonna col Bambino, l’altro i due Santi; - Gruppo di quattro ex voto. Nel secondo da sinistra la presenza di un monaco bianco lascia pensare ai monaci cistercensi dell’Abbazia di Fiastra. Nella nube, insieme alla Madonna, compaiono San Sebastiano e San Rocco; - San Rocco. Vissuto nel sec. XIV, protettore dei pellegrini e degli appestati, viene raffigurato con l’abito del pellegrino caratterizzato dalla corta mantella. Egli mostra un bubbone della peste sulla coscia: era il primo segnale della malattia; - San Sebastiano. Vissuto nel III sec., venne condannato a morte a causa della propria fede tramite il supplizio delle frecce. Sopravvissuto alla pena, fu successivamente flagellato a morte. La sua figura è legata alla peste perché per sua intercessione fu debellata la pestilenza del 680 a Roma; - San Rocco. L’affresco, come quello di San Sebastiano sulla sinistra, ne ricopre un altro dello stesso soggetto; - Madonna in trono con Bambino e i Santi Rocco e Sebastiano.

Parete Ovest: - Madonna con Bambino e i Santi Sebastiano e Rocco; - Santo Stefano. Il santo, primo martire cristiano, è raffigurato con una pietra sulla la testa che simboleggia la morte per lapidazione; - San Rocco e Sant’Antonio abate. L’affresco, incorniciato da un motivo che imita il marmo, è datato 1506; - San Sebastiano alla colonna. Ai piedi del santo l’iscrizione del committente; - Gruppo di sei ex voto. Da notare, nel primo e terzo riquadro in alto, scene di situazioni pericolose legate a lavori domestici e agricoli per le quali si invoca l’aiuto della Vergine; - Gruppo di cinque ex voto.

Parete Nord: - San Nicola da Tolentino. Importante santo taumaturgo nacque nel 1245 a Sant’Angelo in Pontano (Mc). Fu monaco agostiniano e morì a Tolentino nel 1305. Si riconosce dal giglio e dal sole rappresentato sull’abito; - Frammento di ex voto; - Sacra Conversazione. Raffigura la Madonna col Bambino, un santo monaco e San Rocco inginocchiato. L’affresco riporta il nome del committente e la data 1525. La scena è realizzata all’interno di una elaborata cornice architettonica. Tra le foglie di acanto del fregio sottostante la firma dell’autore Marchisiano di Giorgio; - Frammento di ex voto; - San Sebastiano; - Madonna adorante il bambino; - Madonna con Bambino e San Rocco. La figura di San Rocco sulla destra sembra sia stata aggiunta a lavoro iniziato. Sullo sfondo gli usuali drappi decorati; - Santi Sebastiano e Rocco. I santi si trovano all’aperto davanti a due drappi che ne esaltano la figura. San Rocco che indossa il mantello in un’inedita versione, porge a San Sebastiano un cappello rosso; - San Rocco; - Santa Lucia; - San Domenico. Il santo è ritratto nell’atto della predicazione con il libro aperto.

Parete Est: la parete Est presenta gli affreschi di maggior pregio artistico. Da sinistra l’Adorazione dei Pastori, al centro Dio Padre, a destra una Annunciazione. L’Adorazione dei Pastori ha sullo sfondo un imponente edificio con archi e colonne che fa pensare alla struttura del vicino anfiteatro romano. Nella stalla si scorgono il bue e l’asinello mentre fuori San Giuseppe la Madonna ed i pastori adorano il Bambino, disteso a terra e con il capo appoggiato ad un covone di grano. Dall’esame delle figure presenti si evidenzia una diversità stilistica e la partecipazione di più mani al lavoro. Al centro dell’arco è raffigurato Dio Padre che sostiene il globo del mondo nella mano sinistra e lo benedice. L’Annunciazione si presenta con una disposizione spaziale insolita: la Madonna è raffigurata all’interno di una stanza rinascimentale mentre l’angelo Gabriele, con le braccia conserte e privo di volto per un maldestro restauro del tetto, è dipinto ancora in volo nell’atto di scendere sulla terra.

Interno della cappella

La cappella, chiusa da una pesante inferriata, è la parte più antica della chiesa, alla quale venne poi aggiunto il resto dell’edificio attuale. Al centro è raffigurata la Madonna della Maestà, l’affresco più antico della chiesa, che viene fatto risalire al Trecento. La Madonna tiene in braccio il Bambino che regge un uccellino sul dorso della mano destra. Alla destra del dipinto della Madonna vi è San Rocco, sulla sinistra San Sebastiano, datato 1437 e firmato da Gasparino da Parma. La cappella venne rivestita di stucchi raffiguranti le scene del Battesimo di Cristo e di San Giovanni Battista nel XVI secolo e fu coronata da una piccola cupola a pianta ellittica e a sesto ribassato.

Indirizzo

Chiesa della Maestà, S. S. n. 78 Picena, 62010 Urbisaglia (MC)

Contatti

  • Telefono: +39 0733 503 67

Modalità di accesso

La Chiesa è sita nei pressi della frazione Maestà di Urbisaglia. Raggiungibile a piedi, dispone di un'area per parcheggiare l'auto e dei servizi igienici.

Annotazioni

Costruzione : XIII Secolo

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